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Da Nord a Sud, in aumento le polmoniti ma meno bronchioliti. Malati fermi sulle barelle
18:01 - 07/01/2026

(di Maria Emilia Bonaccorso) (ANSA) - ROMA, 07 GEN - Ospedali in difficoltà anche quest'anno per l'arrivo dei giorni più impegnativi della stagione influenzale, quelli del picco che dovrebbe essere raggiunto proprio queste settimane. In particolare, da Nord a Sud, i pronto soccorso sono intasati, molti pazienti stazionano sulle barelle in attesa di un posto letto in reparto e il sistema del 118 registra un superlavoro. In crescita un po' ovunque i casi di polmonite mentre si riducono le bronchioliti (da virus sinciziale) grazie alle vaccinazioni. Il nodo, ovunque, resta la capacità del sistema territoriale di fronteggiare l'aumento della richiesta di cura in particolare per i più fragili, come gli anziani. A causa dell'influenza, "stiamo riscontrando un aumento rilevantissimo della richiesta di interventi da parte dei cittadini alle centrali operative del 118. La crisi del filtro territoriale sta determinando un'impennata, soprattutto nel periodo che va da Natale ai primi dell'anno, delle richieste di soccorso per qualsiasi tipo di situazione acuta, per cui i cittadini, stanno inondando di richieste le centrali operative, mettendo in serio 'distress', quindi in una condizione di estremo carico prestazionale, i sistemi 118 che pure hanno l'obbligo di rispondere in tempi rapidissimi, soprattutto per le emergenze e urgenze", ha spiegato Mario Balzanelli, presidente della Società italiana del sistema 118. L'appello è quello di chiedere l'intervento solo per sintomi gravi come difficoltà respiratorie. I Pronto soccorso di tutta Italia stanno registrando un aumento importante di accessi, soprattutto di pazienti fragili, con un peggioramento del fenomeno del 'boarding', lo stazionamento in barella dei malati che hanno bisogno di un posto letto, ha riferito Alessandro Riccardi, presidente nazionale della Società italiana della medicina di emergenza urgenza (Simeu). Alla base di questo problema, spiega Riccardi, "c'è un rallentamento delle dimissioni da parte delle degenze legato a malati che sono più difficili, più fragili. Ogni malato in boarding rallenta di 19 minuti il tempo di accesso di pazienti in pronto soccorso e se questi sono 20, significa più di tre ore di attesa". In particolare la situazione dei pronto soccorso in Sicilia è incandescente: nelle ultime due settimane l'impennata delle sindromi influenzali ha messo in grave sofferenza l'intero sistema ospedaliero siciliano. L'influenza sta creando sacche di sovraffollamento - con punte che in alcuni nosocomi palermitani superano il 350% - per via dei pazienti che permangono nelle struttura di emergenza, in attesa del ricovero nei reparti. Situazione di emergenza anche nella maggior parte dei Pronto soccorso della Sardegna, dove gli accessi per l'influenza - l'Isola è tra le regioni più colpite in Italia - si sommano a una carenza cronica di posti letto con molti pazienti in barella in attesa di ricovero. Dal punto di vista pediatrico, al Santobono di Napoli si è arrivati fino a 350 accessi al giorno di cui 7-8 su 10 hanno sintomi di influenza anche con sintomi respiratori ma meno bronchioliti, come invece accadeva qualche anno fa. Stessa cosa al Meyer di Firenze, con punte superiori a 100 pazienti al giorno, ma migliora anche in Toscana la situazione per il virus sinciziale, responsabile appunto della bronchiolite nei bambini piccoli, con un dimezzamento dei ricoveri rispetto al 2024 grazie alla campagna di immunizzazione della Regione Toscana che ha registrato un'adesione del 90% dei soggetti interessati. Aumento del ricorso al pronto soccorso anche in Veneto, Lombardia e in Liguria massimo livello di affollamento in 7 strutture su 13. E anche in Friuli Venezia Giulia si sono registrate giornate di superlavoro. (ANSA).
