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Anelli(Ordine), 'governo agisca.No boicottaggi a popolo Israele'
17:42 - 28/08/2025

(ANSA) - ROMA, 28 AGO - Diecimila le adesioni formali giunte
nell'arco di pochi giorni, ma i sanitari - medici ed operatori -
che hanno digiunato oggi in segno di protesta per chiedere la
fine delle violenze a Gaza sono stati in realtà molti di più:
almeno 30-40mila, secondo gli organizzatori. A promuovere
l'iniziativa, che ha visto la partecipazione di medici
ospedalieri, di famiglia ed operatori sanitari dal nord al sud
dell'Italia, la rete #digiunogaza, Sanitari per Gaza e campagna
BDS 'Teva? No grazie'. Coinvolti anche ordini professionali,
università e sindacati.
"Possiamo dire che è andata benissimo - spiegano i promotori
- e continueremo con le nostre richieste, in particolare
rivolgendoci alle aziende sanitarie affinché adottino la
delibera che proponiamo". Nella delibera si chiede a istituzioni
e direzioni sanitarie di impegnarsi formalmente a "contrastare
ogni manifestazione di genocidio con le azioni di competenza".
Nel documento di proposta si ricorda la petizione 'Stop the
Silence', lanciata il 15 luglio 2025 e firmata, al 26 agosto, da
più di 4.600 operatori sanitari e accademici e da circa 8.000
cittadini. Il testo chiede alle aziende sanitarie di valutare
con criteri etici la stipula di accordi e partenariati
scientifici e commerciali per evitare collaborazioni con enti
legati a Stati accusati di genocidio, di adottare regole per gli
approvvigionamenti che escludano fornitori riconducibili agli
stessi Stati, di promuovere politiche di cooperazione
internazionale, ricoveri umanitari, accoglienza e mediazione
culturale con priorità alle popolazioni vittime di genocidio.
"Chiediamo alle aziende sanitarie di assumere una posizione
chiara - è l'appello - adottando la delibera e rendendosi parte
attiva nella tutela della salute e della dignità delle
popolazioni vittime di genocidio".
Un forte appello arriva anche dal presidente della Federzione
nazionale degli ordini dei medici (Fniomceo), Filippo Anelli:
"Ben vengano tutte le manifestazioni di solidarietà, i digiuni,
perché i nostri Governi, italiano e europeo, spinti dalla
volontà popolare assumano iniziative forti per provare a fermare
questa violenza. Non possiamo restare inermi di fronte a tanta
violenza".
Nello stesso tempo, sottolinea Anelli, "prendiamo le
distanze da ogni iniziativa di boicottaggio volta a danneggiare
il popolo di Israele, che è vittima e non responsabile di questa
ingiusta guerra".
Tanti, oggi, i presidi davanti agli ospedali, come quello
alle Molinette di Torino:
"Siamo qui da metà luglio - spiega Ernesta Audisio, uno dei
medici in digiuno - abbiamo iniziato una staffetta con tutti i
sanitari del Piemonte e della Valle d'Aosta per digiunare contro
il genocidio che sta accadendo in terra di Gaza. Siamo solidali
con i colleghi gazawi che stanno operando in una situazione di
estrema difficoltà. Siamo contro le bombe indiscriminate, contro
la carestia, e contro la voluta malnutrizione della
popolazione". (ANSA).