Fattorie e Turismo sociale

9 luglio 2004

la scorsa estate si è tenuto a Quart, presso la Fondazione Ollignan, il seminario “Fattorie sociali e turismo sociale: esperienze a confronto”. L'incontro è stato organizzato per mettere in relazione due progetti: il progetto Interreg III B Spazio Alpino Neprovalter, curato dall'Assessorato Agricoltura, Risorse naturali e Protezione civile, e il progetto Equal Teseo, seguito, nella sua realizzazione, tra gli altri, da Centro Sviluppo S.p.A..

l programma della mattinata prevedeva, oltre al saluto dell'Assessore Roberto Vicquery, del Presidente di Centro Sviluppo S.p.A. Osvaldo Ruffier e di Jean Barocco per il Comune di Quart, la presentazione dei due progetti, una relazione sul turismo sociale, come attività che favorisce l'incontro e la socializzazione, e una relazione sulle fattorie sociali, come luogo d'integrazione ed accoglienza, in particolare facendo riferimento all'esperienza della Fondazione Ollignan. Questa prima parte è servita ad inquadrare il tema e a lanciare gli interventi successivi che sono entrati più nello specifico e che hanno offerto la possibilità di conoscere le attività di fattorie sociali e turismo sociale presenti nella nostra regione. In particolare sono intervenuti Roberto Presciani della cooperativa sociale agricola Mont Fallère, che gestisce un vivaio a Sarre, e Ingrid George della cooperativa sociale La Bâtise, che si occupa dell'ostello di Bionaz. Piero Ballauri dell'Agriturismo Les Ecureuils di Saint-Pierre e Lucia Bertorello di Champdepraz, descrivendo le loro attività, hanno permesso di iniziare ad immaginare una sintesi delle esperienze di fattorie e di turismo sociale nelle strutture di agriturismo che già esistono.

La motivazione che ha spinto l'Assessorato all'Agricoltura e Centro Sviluppo S.p.A. a lavorare insieme per questo seminario è la possibilità di rendere conto delle attività che nella nostra regione sono messe in atto per coinvolgere e creare occasioni di lavoro per le persone svantaggiate.

In particolare, il progetto Teseo cerca di creare nuove opportunità d'inserimento lavorativo attraverso il consolidamento delle cooperative di tipo B e lo sviluppo di nuovi settori d'impresa, soprattutto nell'ambito del turismo sociale.

Per quanto riguarda il progetto Neprovalter, il coinvolgimento dei soggetti più deboli della società avviene attraverso azioni che hanno l'obiettivo di sviluppare una rete transnazionale di “fattorie sociali” ovvero di aziende agricole che coinvolgano attivamente fasce socialmente svantaggiate, come disabili e anziani, favorendo la fruizione/conoscenza dei luoghi e la conservazione del paesaggio montano.

Dall'incontro è emerso che il turismo sociale è uno strumento che favorisce l'incontro e la socializzazione, costituito come è da quell'insieme di attività turistiche capaci di rispondere ad un diffuso bisogno di relazionalità. Fare turismo sociale significa rispondere ad un bisogno di socialità, è uno stile di vita, è una scelta di valore da parte degli enti che lo organizzano impegnati nello sviluppo di legami sociali, nel creare occasioni di arricchimento culturale e di promozione e di valorizzazione delle risorse del territorio. In una accezione più specifica l'obiettivo del turismo sociale è di fornire delle opportunità di svago e di crescita culturale alle persone con limitata disponibilità economica, ai giovani, agli anziani e ai disabili, anche con lo scopo di una migliore integrazione sociale.

Con il termine fattorie sociali s'intendono, invece, quelle strutture che hanno lo scopo specifico di creare condizioni favorevoli e reali d'inserimento sociale e lavorativo per persone svantaggiate, nella convinzione che il lavoro sia per ognuno un diritto e una libertà irrinunciabile e, comunque, un modo di vivere con dignità il proprio tempo. Le fattorie rispondono quindi al bisogno di socializzazione, lavoro e affermazione individuale di persone svantaggiate o diversamente abili.

 



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